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Memoria, AI, e cosa cambia in Cobrain.

Articoli su come ricordano ChatGPT, Claude e gli agenti che scrivono codice, e come dargli una memoria che resta tua. In fondo, le novità del prodotto.

Novità

La tua AI trova le cose meglio, e dice di quando sono

  • Ogni risultato di ricerca porta la data della nota: quella scritta nel frontmatter o nel nome del file, altrimenti il giorno in cui è stata scritta. Uno spostamento non la cambia.
  • Quando le parole cercate non stanno tutte nella stessa nota, la ricerca allarga il giro e mette quei risultati sotto una riga «forse», separati da quelli sicuri.
  • Il quadro di un cliente arriva anche sui rami grossi, con le note più recenti e le regole intere, e l'elenco di ciò che è rimasto fuori mette prima le cartelle con le novità.
  • Una pagina nuova spiega in cinque passi, senza tecnicismi, cosa succede quando chiedi alla tua AI «quando abbiamo deciso questa cosa?».

Il sito nuovo, e tutte le sue pagine

  • La home racconta il prodotto con un cervello di particelle che allo scroll si disperde, diventa una nota e si ricollega. Sul telefono va liscio come sul computer.
  • Le pagine sulla memoria condivisa, le guide per collegare Claude, ChatGPT, Claude Code, Codex e Antigravity, prezzi, novità, privacy e termini.
  • La documentazione pubblica dei diciassette strumenti che la tua AI usa nel brain.

Il registro diventa schede

  • Recenti, preferiti e condivisi mostrano la stessa riga ovunque: titolo, ramo, chi ha scritto e quando.
  • Ogni nota dice in che ramo sta, anche quando arriva da un brain condiviso.

Connessioni è una guida, non un elenco

  • Per ogni programma una guida passo passo con le schermate: Claude in quattro passaggi, ChatGPT in otto, Claude Code, Codex e Antigravity.
  • La pagina che autorizza un'AI dice chiaramente cosa potrà leggere e scrivere.

Tema scuro e email con la carta di Cobrain

  • La dashboard ha un interruttore chiaro/scuro, non solo quello del sistema.
  • Le email di accesso e di condivisione hanno lo stesso aspetto del prodotto, in chiaro e in scuro.
  • Gli elenchi si leggono anche stretti: le colonne restano ferme e vanno a capo intere.

Due indirizzi: il sito e il prodotto

  • La vetrina sta su cobrain.space, il prodotto su app.cobrain.space. L'indirizzo del connettore per le AI non cambia.
  • La ricerca dice in quale brain sta ogni risultato, e le AI scelgono il brain giusto da sole.
  • Chi apre un link senza essere entrato ci arriva dopo l'accesso, senza perdere niente per strada.

Le unità: clienti, progetti, quello che segui

  • Una cartella con una scheda diventa un'unità: un cliente, un progetto, uno studente. La tua AI la apre con un comando solo e riceve prima le regole, poi la scheda, poi le note.
  • Nuovi strumenti per le AI: start_session, list_units, create_unit e il brainstorming guidato start_project.
  • Si può condividere una cartella anche se esiste solo perché ci sono note dentro.

La dashboard rifatta

  • La barra dei brain a sinistra, il pannello operativo a destra, il registro, la ricerca con ⌘K, le sezioni Recenti, Preferiti e Tutti.
  • Sul telefono: menu dal pollice, azioni che non sbordano, il selettore dei brain come foglio dal basso.
  • L'accesso rifatto: una pagina sola, con la pila e tre promesse.

Le AI sbagliano meno, e si vede cosa fanno

  • Un'AI che vuole aggiungere una riga non può più cancellare per sbaglio il resto della nota: le viene chiesto di usare append.
  • La ricerca è cinque volte più veloce.
  • Ogni chiamata di un'AI lascia una traccia: strumento, esito, durata.

Cobrain esce

  • Note in Markdown, in cartelle. Editor a blocchi e sorgente. Accesso con un link via email.
  • Le AI si collegano via MCP con un'autorizzazione che si revoca quando vuoi. Tredici strumenti per leggere, cercare e scrivere.
  • Condivisione di un ramo, in lettura o scrittura, con avviso via email. Storico delle versioni di ogni nota.
  • Import di un vault Obsidian.